l Presidente di Pubbliservizi, Adolfo Messina, ha presentato le sue dimissione dalla poltrona più importante della Società partecipata della Città Metropolitana di Catania lo scorso mercoledì 7 Dicembre 2016. 

Di seguito vi proponiamo il testo del verbale del CDA di Mercoledì 7 e le successive dichiarazioni di dimissioni del presidente Messina: 

Verbale CDA Pubbliservizi

"Preliminarmente prende la parola il Direttore Generale, dott.ssa Chiara Rapisarda, riassumendo la situazione, dal punto di vista giuridico. In particolare si sofferma sulle violazioni di legge accertate richiamando la normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari e il d.lgs 163/2009 c.d. Codice degli Appalti. Al riguardo, sottolinea che la normativa sulla tracciabilità è volta alla tutela dell'ordine pubblico e sicurezza che per costante giurispudenza ha per oggetto le misure relative alla prevenzione dei reati e al mantenimento dell'ordine pubblico così come evidenziato dalla corte costituzionale nella sentenza n. 33 del 2015 richiamandosi alla precedente pronuncia della medesima Corte n. 118 del 2013.Ora il richiamo all'ordine pubblico diventa fondamentale per due ordini di ragioni:1) un contratto contrario all'ordine pubblico è considerato illecito ex art. 1343 cc. E si reputa altresì illecita la causa quando il contratto costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa ex art. 1344 cc.2) La giurisprudenza della corte di cassazione ha avuto modo di precisare che l'azione per ingiustificato arricchimento ai sensi dell'art. 2041 c.c. Non è esperibile quando la pretesa economica deriva da attività illecite. In siffatta ipotesi tale pretesa non può trovare tutela (Cassazione sez. civ. n.23019/20129).

La legge 136/2010 prevede una nullità assoluta proprio per il richiamo all'ordine pubblico e la sicurezza citati. Tale nullità comporta che il contratto dal punto di vista giuridico non è mai stato posto in essere e la prestazione si considera tamquam non esset. Inoltre, proprio per la tutela dell'ordine pubblico e la sicurezza, la legge de qua prevede la corresponsabilità del privato contraente che omette di segnalare il mancato rispetto della legge citata.Tali considerazioni rilevano in modo determinante al fine dello stralcio proposto in bilancio e trovano conferma nel parere dell' avv. Sgubin.

Per le fatture dove invece la norma sulla tracciabilità risulta rispettata e la violazione rileva con riferimento al codice degli appalti. Precisamente in ordine a quelle fatture il cui importo supera l'ammontare di aggiudicazione oltre il 20 % e per le quali non risultano atti di sottomissioni e perizie di varianti, occorre mettere in evidenza che superato il problema del riconoscimento dell'Utilitas da parte della P.A. così come stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in assenza di atti formali e di atti sostanziali che attestano la prestazione da parte dei responsabili e dirigenti del tempo e l'esiguo contenzioso ad oggi esistente ovvero tre decreti ingiuntivi, tutti opposti e un provvedimento del giudice del tribunale di catania che ha rigettato l'istanza di concessione della provvisoria esecutività, non vi sono elementi sufficientemente idonei per valutare sul piano strettamente giuridico un'operazione diversa da quella proposta dal Presidente.Al riguardo, la prevalenza dell'interesse pubblico su quello privato sembra deporre nel senso della proposta di bilancio. Tuttavia, al di là delle ragioni squisitamente giuridiche, il parere del collegio sindacale presenta dei profili relativi al coordinamento della superiore scelta con la normativa fiscale e i principi contabili che risultano degni di una attenta valutazione. 

A questo punto prende la parola il Presidente del C.d.A., il quale ringrazia il Direttore generale per il suo intervento e rappresenta al C.d.A. che deve prendersi in considerazione, sulla scorta delle indicazioni offerte dal Socio con la nota a firma del dott. Schillirò, la modifica del progetto di bilancio 2015. Anche in ragione di a) quanto rappresentato dall'avv. Sgubin nel proprio parere pro veritate, b) di quanto dichiarato dal collegio sindacale nella propria relazione, con riferimento alla necessità di coordinare l'operazione di stralcio con le norme fiscali e con i principi contabili, c) di quanto affermato sempre dal collegio sindacale nella seduta del 16 novembre 2016 con specifico riferimento alla congruità del fondo rischi, il Presidente propone di confermare le scelte già adottate con riferimento allo stralcio delle fatture e allo stanziamento del fondo rischi, ma di tenere debitamente conto delle refluenze del richiamato stralcio sull'iva, che, indicata nelle fatture di cui trattasi, è stata portata a credito nelle scritture contabili. Il Presidente, inoltre, sottolinea che ritiene corretta, sulla scorta del parere degli avv. Prof. Lo Faro e Prof. Caruso, lo stralcio delle posizioni debitorie verso dipendenti per ferie maturate e non godute al 31 dicembre 2014. Chiarisce, inoltre, che tale scelta era stata condivisa da parte della Città Metropolitana di Catania, già con le direttive da essa fornite in occasione della redazione da parte del cessato organo amministrativo della bozza del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2014, successivamente approvato in coerenza. Invita, per un ulteriore supporto e conferma rispetto alla scelta adottata, l'avv. Giovanni Lotà a fornire degli chiarimenti sul punto. 

L'avv. Lotà, in ordine alle ferie maturate e non godute pari a 3.611 giorni, precisa quanto segue: nessuna conseguenza economica può riverberarsi sul bilancio per due ordini di motivi: 1) la Pubbliservizi S.p.A. possiede tutti e tre i requisiti (partecipazione pubblica, controllo analogo e consolidamento bilanci) che permettono l'annoverazione della stessa come articolazione delle amministrazioni pubbliche. Pertanto, Pubbliservizi S.p.A. deve sottostare al d.lgs. 95/2012 (c.d. “spending review”), che vieta espressamente la monetizzazione delle ferie non godute, che può intervenire solo alla fine del rapporto di lavoro; 2) i dipendenti (titolari del diritto alle ferie) sono ancora tutti in forza alla Società e quindi in linea di principio potrebbero ancora godere delle ferie che, pertanto, correttamente non sono state allocate nel passivo della bozza di bilancio. Ancora, il Presidente, con riferimento alle posizioni creditorie per “Ires, per rimborso Irap” e per “Imposte anticipate” ritiene a questo punto, in via assolutamente prudenziale e sulla scorta di quanto indicato dalla Città Metropolitana di Catania, di recepire le osservazioni contenute nella relazione del collegio sindacale  e ciò anche perché, allo stato, non possono non sollevarsi delle perplessità sulla continuità aziendale, non avendo la Città Metropolitana manifestato alcun intendimento di sostenere la Società dal punto di vista patrimoniale e finanziario.Con riferimento, poi, alla discrasia dei rapporti dare-avere tra Pubbliservizi S.p.A. e la Città Metropolitana di Catania il Presidente rappresenta di avere già dato mandato all'ufficio amministrativo della Società di inviare il relativo mastrino contabile al Socio, perchè possa in contraddittorio verificarsi quale sia l'importo corretto.Infine, il Presidente, rileva che non risponde assolutamente a verità quanto dichiarato dalla Società di Revisione nella propria relazione nel paragrafo “Elementi alla base della dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio”. Ed infatti, con pec del 5 maggio 2016 e dell'11 maggio 2016, Pubbliservizi S.p.A. ha trasmesso alla Società di Revisione tutta la documentazione da quest'ultima richiesta; inoltre, consta al Presidente che la Società di revisione ha inviato delle pec a taluni professionisti incaricati dalla Società di assisterla nei giudizi avviati dai pochi fornitori che hanno reclamato il pagamento delle presunte forniture eseguite, effettuando così la circolarizzazione che essa ha, invece, dichiarato di non essere stata in grado di operare. 

A questo punto prende la parola il dott. Antonino Calì il quale rileva che lo stralcio delle fatture avrebbe dovuto essere compiuto già negli anni ai quali esse risalgono per il principio di competenza; ciò determinerebbe la necessità di sottoporre nuovamente all'Assemblea per la relativa approvazione i bilanci almeno degli esercizi 2013 e 2014. 

Il Presidente, pertanto - alla luce di tutto quanto precede, della complessità delle questioni giuridiche, contabili e fiscali sottese all'approvazione del bilancio di esercizio 2015, nonché della osservazione appena compiuta dal dott. Antonino Calì e delle divergenze emerse nell'interlocuzione con il socio - propone di sottoporre al parere della Corte dei Conti le superiori problematiche.

Da ultimo, ritiene doveroso inviare immediatamente il presente verbale al Socio, perché, anche per il controllo analogo da esso svolto, valuti se debbano o meno essere esercitate azioni risarcitorie o di altra natura nei confronti dei precedenti organi amministrativi e di controllo, nonché nei confronti del direttore amministrativo, che ha collaborato fattivamente con essi per la redazione dei bilanci di esercizio per gli esercizi sociali interessati alle vicende relative alle fatture illegittime e le ha registrate nella contabilità aziendale; poste tutte che chiaramente spiegano una refluenza sul bilancio dell'esercizio 2015.

Prende la parola il consigliere di amministrazione, dott. Salvatore Vicari, il quale prende atto di tutte le superiori argomentazioni e approva pienamente quanto proposto dal presidente, anche perché, ad oggi, la Città Metropolitana non ha fornito indicazioni puntuali ed univoche rispetto al bilancio di esercizio e, soprattutto, con riferimento alla nota vicenda delle fatture illegittime; ed infatti, la Città Metropolitana si è limitata, pure da ultimo con la nota del Dott. Schillirò, a rinviare indistintamente alle relazioni del Collegio Sindacale e della società di revisione; tuttavia, i su indicati organi non hanno offerto un parere concorde, in quanto mentre il collegio sindacale si è espresso favorevolmente rispetto allo stralcio, sottolineando, però, che esso doveva essere coordinato con la normativa fiscale e i principi contabili, la società di revisione ha manifestato, invece, delle perplessità sic et simpliciter sullo stralcio, essendovi delle azioni giudiziarie già intraprese da alcuni fornitori, e segnatamente n. tre di essi su circa cinquecento, o potenzialmente esperibili da altri. 

La superiore incertezza sulle indicazioni offerte dal socio, come più volte evidenziato, non ha consentito all'organo amministrativo di rettificare il bilancio; del che si esclude in radice ogni censura di inerzia in capo all'organo amministrativo, siccome avanzata nella nota del Dott. Schillirò. Il Dott. Vicari precisa, altresì, che la Città Metropolitana di Catania, sollecitata a sciogliere i su descritti dubbi nel corso dell'assemblea del 30 novembre 2016, non ha risposto alcunché, salvo limitarsi a rinviare pedissequamente alla nota a firma del Dott. Schillirò, che, come sopra spiegato, è tutt'altro che chiara ed univoca.Chiede ed ottiene la parola il Presidente del Collegio Sindacale il quale prende atto di quanto dichiarato dall'Organo amministrativo, dal Direttore generale e dai consulenti della società e, facendo riferimento alla propria comunicazione pec del 2 dicembre u.s., invita il C.d.A. a dare seguito al contenuto di essa e, in particolare, ad inserire all'odg dell'assemblea già convocata per il 26 - 27 dicembre 2016 anche i seguenti punti:− accertamento, esame e valutazioni in ordine alla situazione economica patrimoniale e finanziaria della Società al 30.11.2016; intervento finanziari a sostegno del capitale e determinazioni conseguenti;− valutazioni in ordine alla prosecuzione dell'attività per garantire i servizi pubblici resi dalla Società e i livelli occupazionali;− ricostituzione dell'organo amministrativo.Alle ore 14.30, non domandando più nessuno la parola, viene chiuso il verbale della presente seduta".

In seguito alla chiusura del verbale del CDA, il presidente Adolfo Messina ha presentato la sua richiesta di dimissioni a tutti i vertici della Città Metropolitana. 

A questo link, il testo completo delle dimissioni.